L’ “Industria” dell’Olocausto. Genocidi, ieri e oggi. Il potere delle narrazioni.

Il “Giorno della Memoria”, che viviamo oggi, è una ricorrenza internazionale celebrata ogni anno nel mondo occidentale, così come designato dalla risoluzione 60/7 dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite del 1º novembre 2005. In realtà, – non me ne voglia il popolo ebraico e i suoi estremi sostenitori- ma risulta evidente che, volendo essere brutali, il suo “peso” socio economico ( in un quadro della “potenza delle narrazioni” all’interno della STORIOGRAFIA Internazionale) è stato fondamentale nell’istituzione di tale ricorrenza. Non parliamo delle povere famiglie vittime dell olocausto ma, in primis, di una enorme potenza “storioeconomica” come é la nazione di Israele.

Facciamo degli esempi. Perché nelle scuole o nell’immaginario generico, questo status quo dominante non dà lo stesso peso al GENOCIDIO dei NATIVI AMERICANI avvenuto nel 18mo secolo? (Durante la colonizzazione europea delle Americhe i popoli nativi americani, che contavano all’origine circa più di 80 milioni di individui, vennero ridotti del 90%, anche se la maggioranza delle morti sono dovute alle malattie importate dagli europei nel caso soprattutto del Nord America ci furono numerosi casi di eliminazione sistematica. Le varie etnie, genericamente denominate indiani d’America, Pellerossa, Amerindi, Amerindiani, Prime Nazioni, Aborigeni americani, Indios, popolanti il sud e nord del continente, vennero soppiantate quasi ovunque dagli europei, e dai discendenti delle popolazioni forzatamente prelevate dall’Africa tra il 1500 e i primi del 1900).

Oppure al GENOCIDIO DEI POPOLI D’AFRICA, sempre nello stesso periodo?
(Congo – la politica del re belga Leopoldo II, avrebbe provocato la morte di 10 milioni di persone, metà della POPOLAZIONE, attraverso la militarizzazione del lavoro forzato con donne e bambini presi in ostaggio e un duro sistema di quote di produzione e crudeli punizioni amputazione delle mani.

Costa d’avorio – tra il 1900 e il 1911, la popolazione si è ridotta da 1,5 milioni a 160.000
Sudan – sotto il dominio inglese 1882 – 1903 la popolazione si è ridotta da 9 a 3 milioni.

Herero – fra il 1904 e il 1906 i tedeschi sono stati responsabili, nella regione dell’attuale Namibia, di uno sterminio che è oggi considerato da molti come un vero e proprio genocidio: dal 50 all’80% degli Herero e il 50% dei Nama sono stati uccisi o fatti morire, per un totale che varia da 24.000 a 75.000 vittime).

O ci si è già dimenticati ciò che si è vissuto, qualche anno fa, e si vive ancora in quelle terre?

(Zanzibar – nel gennaio 1964, furono sterminati da 5.000 a 12.000 arabi (su un totale di 22.000), con modalità che assunsero i tratti del genocidio.

Nigeria – nel 1966, il governo centrale nigeriano reagì duramente ai tentativi secessionisti del popolo Igbo, che aveva proclamato la nascita della Repubblica del Biafra. La guerra civile (e la conseguente carestia ) ha causato migliaia di morti ed è stata considerata da diverse parti, fra cui i leader del Biafra, come un genocidio.

Burundi – nel 1972, nel teatro dei conflitti etnici della regione intorno al Ruanda, 150.000 Hutu furono massacrati dal governo Tutsi.

Etiopia – tra il 1977 e il 1991, il governo uccise da 500.000 a 2 milioni di oppositori politici.

Rwanda – il peggiore genocidio africano avvenne nel 1994 in Ruanda da parte di milizie e bande Hutu contro la minoranza Tutsi e tutti coloro che erano sospettati di favorirli. Le vittime, circa un milione, furono spesso uccise barbaramente con armi rudimentali. Nel ’62, 100.000 Tutsi erano già stati massacrati per gli stessi motivi che avrebbero portato al genocidio del 1994, inoltre, massacri occasionali si verificarono per tutta la seconda metà del ‘900, anche dopo il 1994. La storia spesso si dimentica di citare le vittime del genocidio perpetrato dalle armate Tutsi nella riconquista del Rwanda verso la popolazione Hutu nelle fasi finali della guerra del 1994. Tuttora la popolazione Hutu viene vessata tramite Gacaca, tribunale popolare allestito per giudicare i crimini della guerra del 1994, in cui l’accusato deve smentire le accuse mosse portando prova di innocenza, mentre l’accusa non necessita di provare la colpevolezza dell’accusato.

La regione del Darfur (nel Sudan occidentale) dal 2003 è teatro di un conflitto che gli USA e alcuni media e studiosi considerano come genocidio. I Janjawid, gruppo di miliziani appoggiati dal governo, uccidono sistematicamente i gruppi etnici rivali. Le diverse fonti riferiscono di un numero di morti che varia da 200.000 a 400.000 e di 2 milioni di profughi).

La terribile strage del Ruanda, una bambina cerca i corpi dei propri congiunti (Ansa).

 

E i vari genocidi che hanno subito o continuano a subire i popoli del Medio Oriente?

(Afghanistan – in seguito all’opposizione del popolo Hazara alla dittatura di Abdullah Mankan, l’emiro decise di dare il via libera al loro sterminio. Il 60% degli Hazara (circa 2,5 milioni) che abitavano l’Afghanistan vennero trucidati. Per non parlare, poi, del massacro di Sabra e Shatila in Libano… Della questione siriana, DEL MASSACRO PALESTINESE..).

Come dimenticare, oppure, il GENOCIDIO ARMENO guidato dai turchi, che condusse deportazioni ed eliminazioni sistematiche della minoranza armena? Il numero di morti è molto incerto e valutato da 200.000 a oltre 2 milioni; la cifra più accettata è di 1.500.000.

 

O ancora, i massacri di Stalin in URSS, LE FOIBE titine, il massacro degli USTASCIA croati contro I SERBI, i genocidi di Ceausescu in ROMANIA. E, ancora;

Il Massacro di Srebrenica – (nel corso della guerra in Bosnia (1992-1995) morirono circa 8.000 uomini e ragazzi bosniaci. Il massacro è stato definito come genocidio dal Tribunale penale internazionale per l’ex-Jugoslavia il 19 aprile 2004).

Il Massacro dei Georgiani in Abkhazia – (Tra i 10.000 e i 30.000 georgiani furono uccisi dai separatisti abkhazi, dai mercenari stranieri e dalle forze della Federazione russa. Tra le vittime si ebbero anche alcuni greci, estoni, russi e abkhazi moderati).

IL MASSACRO DEL KOSOVO (tra 1996 e 1999 – gli atti di violenza dei serbi di Slobodan Milosevic imposero la deportazione forzata di oltre 800.000 civili kosovari di etnia albanese. Il numero di vittime del genocidio condotto da Miloŝeviĉ e mercenari, come il colonnello Arkan, si stima intorno alle 10.000 persone).

 

Željko Ražnatović, “La “Tigre” ARKAN.

 

E, di sicuro, ne abbiamo tralasciati altri!!!

In ultimo… è impossibile non parlare delle decine di migliaia di uomini donne e bambini morti quotidianamente nelle “grandi traversate” Africa-Sicilia degli ultimi anni. È questo, il genocidio “di ogni giorno”, che viviamo tutti noi e che sarebbe più lecito commemorare oggi?

Come chiosa finale a questa digressione, giustamente, mi pongo una domanda. Ha SENSO,così come è concepita attualmente, l’istituzione di tale giornata o avrebbe più senso creare un momento che ricordi tutto il male subito da  quelle popolazioni che, ogni santo giorno, vengono sterminate, distrutte, cancellate dai libri di ogni storia e narrazione, e ciò accade da quando l’uomo ha messo il suo piede sulla terra?

 

Nella foto, il corpicino del piccolo migrante annegato in un tentativo fallito di navigare verso l’isola greca di Kos, finito sulla costa nella città turca costiera di Bodrum, TURCHIA, il 2 settembre del 2015. REUTERS.

 

 

 

RIFERIMENTI

  • George J. Andreopoulos, Genocide, ed. University of Pennsylvania Press, 1997. ISBN 0-8122-1616-4
  • Riccardo Borsari, Diritto punitivo sovranazionale come sistema, Wolters Kluwer Italia, 2007. ISBN 88-13-27236-7
  • Bernard Bruneteau, Il secolo dei genocidi, ed. Il mulino, 2006. ISBN 88-15-11408-4
  • Frank Chalk, Kurt Jonassohn, The History and Sociology of Genocide: Analyses and Case Studies, ed. Yale University Press, 1990. ISBN 0-300-04446-1
  • Hanna Serkowska, La Shoah ha un genere? Il caso di alcune scrittici ebree di lingua italiana, Igitur, Utrecht Publishing & Archiving Services, 2007. ISBN 978-90-6701-017-7. 201‐216[rilevanza col contesto della voce e mainstream storiografico?]
  • Israel W. Charny, Encyclopedia of Genocide, ed. ABC-Clio Inc, 1999. ISBN 0-87436-928-2
  • R. Gellately, B. Kiernan, Il secolo del genocidio, ed. Longanesi, 2006. ISBN 88-304-2234-7
  • Adam Jones, Genocide: A Comprehensive Introduction, ed. Routledge, 2006. ISBN 0-415-35384-X
  • Ben Kiernan, Blood and Soil: A World History of Genocide and Extermination from Sparta to Darfur, ed. Yale University Press, 2007. ISBN 0-300-10098-1
  • Alexander Laban Hinton, Annihilating Difference: The Anthropology of Genocide, ed. University of California Press, 2002. ISBN 0-520-23029-9
  • Raphael Lemkin, Axis Rule in occupied Europe: Laws of Occupation, Analysis of Government, Proposals for Redress, Washington, DC, Carnegie Endowment for International Peace, 1944. Vedi anche la ristampa a cura di The Lawbook Exchange, 2008, pp. 712, ISBN 978-1-58477-901-8.
  • Mark Levene, Genocide in the Age of the Nation State: Volume 2: The Rise of the West and Coming Genocide, ed. I. B. Tauris, 2005. ISBN 1-84511-057-9
  • Lane H. Montgomery, Never Again, Again, Again…, ed. Ruder Finn Press, 2008. ISBN 1-932646-32-9
  • Jacques Sémelin, Purificare e distruggere. Usi politici dei massacri e dei genocidi, ed. Einaudi, 2007. ISBN 88-06-18411-3
  • Samuel Totten, William S. Parsons, Israel W. Charny, Century of Genocide: Eyewitness Accounts and Critical Views, ed. Routledge, 1997. ISBN 0-8153-2353-0

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