“La Storia Dell’Uomo è Una Storia D’Amore”. La vicenda del giovane migrante africano Mohamed incontra quella dell’attivista catanese Giuseppe Messina, per un lieto fine da fiction tv.

Giuseppe Messina e Mohamed durante un workshop di giornalismo tenutosi alla scuola superiore di Catania qualche giorno fa.

«Mi ispiro a Cristiano Ronaldo», afferma schiettamente Mohamed, diciottenne originario della Guinea, giunto in Sicilia attraverso una delle travagliate odissee migratorie che ad oggi investono il mediterraneo. Di corporatura esile ma con un carattere degno di un campione, mostra tutta la sua caparbietà quando durante una piacevole chiacchierata ci racconta la sua incredibile storia. «Il mio viaggio è nato da una decisione presa all’improvviso. Quest’anno avrei dovuto fare l’università e per le vacanze estive avevo deciso di andar a trovare mio padre – giornalista esiliato dalla dittatura locale, n.d.r – che vive in Costa D’Avorio». Durante il ritorno in Gambia, però, un inatteso incontro: «alla stazione degli autobus, ho incontrato un vecchio amico che mi ha convinto a seguirlo in Algeria per trovare lavoro». Tra mille insidie e peripezie quello che doveva essere il viaggio ritorno si trasforma in una traversata inaspettata. “Scortati” dalla criminalità dei “viaggi della speranza” e in completa balia del proprio destino i due attraversano il deserto in piena notte e raggiungono la Libia. A quel punto la questione si fa semplice: chi non fosse stato in grado di soddisfare le richieste economiche dei “traghettatori” sarebbe rimasto lì e forse avrebbe pagato con la sua stessa vita; Mohamed e l’amico offrono ai mercenari il cellulare e pochi risparmi.  «A Tripoli ci siamo separati, lui è andato via e io sono rimasto da solo». In preda alla disperazione, il giovane gambiano viene notato da una donna che si offre di ospitarlo per la notte: «Il giorno seguente mi portò da un’amica del luogo che cercava un giardiniere. Ero felice, pensavo di aver trovato un vero lavoro». Ma le speranze risultano vane. Il marito della donna, infatti, è un violento e un bel giorno decide di picchiare Mohamed con un bastone provocandogli una ferita profonda sulla testa. Una cosa è subito chiara: per lui non c’è più posto lì. «La stessa sera fui portato su un barcone; avevo un forte dolore in testa… ricordo solo un grande trambusto. Dopo mi sono addormentato». Caduto in uno stato di incoscienza il giovane si risveglia tra le acque del Mediterraneo, nel bel mezzo di un naufragio. Tratto in salvo assieme ai compagni di viaggio, viene portato in un centro di accoglienza nel messinese. Poi la fuga, verso qualcosa che non c’è: «Ho camminato per 5-6 ore senza una meta –ricorda il ragazzo-». Qui la storia di Mohamed si incrocia con quella di Giuseppe Messina, 48 anni, catanese, referente e fondatore di INSIEME ONLUS, associazione che opera senza alcun fine di lucro. «Quando ci siamo incontrati lui era in gravi condizioni. Lo abbiamo subito accolto come un figlio e rimesso in sesto». In seguito alla permanenza in Italia il gambiano ha rapidamente imparato la lingua. «Oggi siamo fieri di lui perché si è pienamente integrato nella realtà locale e lavora con passione presso il nostro ristorante sociale». Anche la storia di Giuseppe, tutt’altro che comune, ha dei parallelismi con quella del ragazzo. «A 14 anni ho salutato i miei e sono andato via di casa, mi sono laureato, e la mia esperienza di vita – continua- mi ha insegnato che coloro che vivono la strada hanno una marcia in più nel capire l’altro; pregi, difetti, sofferenza». Nelle strutture di INSIEME ONLUS vivono oggi, in armonia, oltre 150 persone. Sono soprattutto gli “invisibili”, coloro che hanno gravi problemi come ex detenuti, ragazze madri e portatori di handicap. «Sono convinto che la storia dell’uomo sia una storia d’amore. La mancanza di questo sentimento è la causa di buona parte dei problemi ed è il danno più grave che possa ricevere chiunque si definisca un essere umano>> conclude Messina.

2 pensieri riguardo ““La Storia Dell’Uomo è Una Storia D’Amore”. La vicenda del giovane migrante africano Mohamed incontra quella dell’attivista catanese Giuseppe Messina, per un lieto fine da fiction tv.

  • ottobre 5, 2018 in 11:13 am
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    Avvincente storia a lieto fine, peccato gli piaccia uno juventino

  • ottobre 5, 2018 in 12:48 pm
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    Bella la storia di Mohamed perché, tutto sommato, a lieto fine. Parliamo di un ragazzo comunque privilegiato e con un futuro già delineato. Sarebbe interessante capire il perché della sua scelta e chi ha sborsato la quota per il traghettamento, un estraneo che ti picchia non ha il riguardo di farlo. Quello sul quale non si ha dubbio e che la storia dell’uomo sia una storia d’amore e di solidarietà.

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